ANATOMIA VENOSA

A seguire descriverò, in modo semplice, anotomia e funzionalità dei sistemi venosi profondo e superficiale.
Negli arti inferiori la circolazione è rappresentata da due sistemi: quello venoso profondo, che drena il 90% del sangue e quello venoso superficiale (le safene), che ne drena solo il 10%.
In ogni arto vi sono due tipi di safene:
La Grande Safena (detta safena interna), che nasce nella parte interna della caviglia, per finire alla piega dell’inguine e la Piccola Safena (detta safena esterna) che nasce nella parte esterna della caviglia, per finire alla piega del ginocchio.
Entrambe le safene sviluppano numerosi rami lungo il loro tragitto (rami collaterali).
Le vene Perforanti mettono in comunicazione il sistema venoso profondo (principale), con il sistema superficiale (secondario).
Esse sono numerose (circa 120), e le più importanti sono mediali: Le Perforanti di Dodd sono situate al terzo inferiore di coscia; le Perforanti di Boyd si trovano nella parte interna del ginocchio; infine le Perforanti di Kockett e la Perforante Gemellare, sono presenti a livello della gamba.
Altre vene sono extra safeniche e si collegano con il sistema venoso superficiale a diversi livelli.
Un gruppo di queste, dette Vene Pudende, hanno un ruolo molto importante nell’evolutività della malattia venosa.
Tutto il sistema venoso, sopradescritto, è dotato di un sistema valvolare antiriflusso, che permette al sangue di scorrere dall’estremità degli arti
indipendentemente verso il cuore. Grazie poi alla chiusura delle valvole sane, il sangue viene trattenuto.

Tutto il sistema venoso, sopradescritto, è dotato di un sistema valvolare antiriflusso, che permette al sangue di scorrere dall’estremità degli arti
indipendentemente verso il cuore. Grazie poi alla chiusura delle valvole sane, il sangue viene trattenuto.

FUNZIONALITA’ VENOSA​

Negli arti inferiori la circolazione è rappresentata da due sistemi: quello venoso profondo, che drena 90% del sangue e quello venoso superficiale (le safene), che ne drena solo il 10%.
Le vene perforanti mettono in comunicazione entrambi i sistemi.
Quali sono i meccanismi che permettono al sangue di risalire verso il cuore?
I seguenti meccanismi, in funzione: sia della posizione che il soggetto assume (supina, eretta, in deambulazione); sia attraverso cambiamenti di pressione.

IN POSIZIONE SUPINA

Tutto il sistema venoso, sopradescritto, è dotato di un sistema valvolare antiriflusso, che permette al sangue di scorrere dall’estremità degli arti
indipendentemente verso il cuore. Grazie poi alla chiusura delle valvole sane, il sangue viene trattenuto.

IN POSIZIONE ERETTA

Grazie alle contrazioni muscolari, anche minime, che servono per mantenere la stazione eretta, l’iperpressione viene contrastata.

Durante la stazione eretta, e l’attività valvolare è quasi inesistente; perciò la pressione venosa a livello dei piedi è conseguentemente alta: 90mmhg.

DURANTE LA DEAMBULAZIONE

I meccanismi propulsivi (pompa plantare) e soprattutto le contrazioni muscolari (pompa articolare della caviglia e pompa del polpaccio), “spremono” il sistema venoso profondo. Il sangue quindi, risale in maniera unidirezionale (verso il cuore), grazie alla chiusura delle valvole sane che lo trattengono.
La pressione a livello dei piedi scende quindi a 20 mmhg.
Durante la successiva fase di rilasciamento muscolare, le vene del sistema profondo già svuotate, vengono subito riempite dal sangue contenuto nel sistema superficiale, attraverso le vene perforanti.

VARICI E COMPLICAZIONI

Il compito delle vene, è di far risalire il sangue verso il cuore . Ogni vena è corredata da valvole, atte a facilitarne il ritorno.Quando le vene non suppliscono a tale scopo, il sangue all’interno di esse, scendendo verso i piedi non risale più; conseguenza di tale stasi è la comparsa delle varici.
Dilatazione e cedimento delle pareti venose rendono inefficienti le valvole. Conseguentemente a ciò, il senso del sangue s’inverte (riflusso), per andare a ristagnare nel sistema venoso superficiale (le safene) provocandone a lungo andare lo sfiancamento globale.
La malattia varicosa colpisce il 70% della popolazione adulta. In base alla loro origine, le varici si possono classificare in 3 categorie che possono tutte complicarsi a breve o lungo termine. Le complicazioni vanno dai semplici capillari dilatati(teleangectasie ),angiomi rubino, varicole , fino alle flebiti, trombosi, tromboflebiti ,embolie polmonare,ulcere, infezioni erisipela , emorragie, eczemi, dermoipodermite, edemi linfatici o linfovenosi”

Le varici sono vene dilatate , allungate, tortuose, situate a livello degli arti inferiori, nei quali il sangue scorre in senso contrario, dall’alto verso il basso (riflusso). Secondo la loro topografia le distinguiamo in:

  • varici tronculari: in cui sono interessati gli assi delle safene (grande safena e /o piccola safena);
  • varici collaterali: che convolgono le collaterali delle safene (safena anteriore della coscia);
  • varici extrasafeniche e reticolari: trattasi di varici indipendenti ed esterne rispetto all’asse delle safene (varici esterno coscia, pudende…);
  • telaeangectasie: interessano solamente i capillari (le terminazioni delle vene).

VARICI PRIMITIVE

Prevalgono, tra il sesso femminile, in un rapporto di 3 a 1.

La trasmissibilità è provata nell’ 85% dei pazienti portatori di varici.

La Gravidanza, sovrappeso, sedentarietà, stazionamento prolungato in posizione eretta o peggio, seduta; l’esposizione al calore, sono fattori eventualmente aggravanti della malattia.

VARICI SECONDARIE

Si osservano successivamente ad una pregressa trombosi del circolo venoso profondo, proprio per le gravissime conseguenze sulla circolazione: Sindrome post Flebitica.
Una trombosi (ostruzione) obbliga il sangue a trovare altre vie di ritorno verso il cuore.
Si riversa così nel sistema venoso superficiale e conseguentemente si dilata in maniera abnorme, provocando anche complicazioni al livello cutaneo (eczemi, dermoipodermiti, lipodermatosclerosi, ulcere, atrofie bianche,tromboflebiti, flebiti,emorragia…).
Tutte queste complicazioni possono emergere dopo qualche anni d’evoluzione anche sulle varici primitive .
La Gravidanza, sovrappeso, sedentarietà, stazionamento prolungato in posizione eretta o peggio, seduta; l’esposizione al calore, sono fattori eventualmente aggravanti della malattia.

MALFORMAZIONI

Presenti alla nascita ( Angiomi piani,Kipplel Trenaunay, Emangioma,Cavernoma,….)