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LINFEDEMA E FLEBOLINFEDEMA

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LINFEDEMA E FLEBOLINFEDEMA

Gonfiore alle gambe e alle braccia

 

Il linfedema consiste nell’accumulo di liquidi nello spazio interstiziale (edema), la causa è da individuare nell’insufficienza meccanica o dinamica della circolazione linfatica.

 

Si distinguono due tipi di linfedema: il linfedema a basso flusso e il linfedema ad alto flusso.

 

Nel linfedema a basso flusso, i problemi sono causati dalla riduzione o, peggio, dall’assenza di una parte del sistema di drenaggio tissutale, incaricata del trasporto della linfa, ricca in proteine, verso il cuore.

 

Il linfedema può essere primitivo (in presenza di un danno congenito “elefantiasi”), oppure secondario (per un evento traumatico, infettivo, neoplastico, post chirurgico); quando il sistema linfatico è danneggiato od ostruito.

 

Quando il sistema drenante funziona ma si genera un eccesso di liquido interstiziale a basso contenuto proteico (per insufficienza venosa, scompenso cardiaco cronico, insufficienza epatica o renale), si verifica la comparsa del linfedema ad alto flusso. In tali casi il trattamento è in prevalenza di tipo medico e non fisico; infatti un abuso di compressione di drenaggi manuali o meccanici, potrebbe scompensare la patologia di base in maniera acuta.

 

Il linfedema si manifesta con un gonfiore costante agli arti inferiori (anche solo a un arto inferiore o superiore), pressoché invariato nell'arco delle 24 ore, eccettuate delle acutizzazioni nelle ore serali.

 

Il linfedema può colpire anche gli arti superiori, a seguito dell’asportazione di alcune ghiandole linfatiche, situate nel cavo ascellare, durante un intervento di mastectomia.

Il flebolinfedema (conseguente o associato alla malattia venosa), a differenza del precedente, varia durante le 24 ore: il gonfiore agli arti è assente al mattino, per poi aumentare nell’arco della giornata.

Nel linfedema si distinguono tre livelli di gravità:

 

1°livello:
Accumulo di liquido interstiziale (acqua+proteine) nei tessuti, con fastidiosi sintomi di gonfiore, prurito e formicolio.

 

2°livello:
I sintomi risultano più intensi e fastidiosi; all’interno dei tessuti malati c’è un maggiore accumulo di proteine, tale da aumentare la densità del liquido interstiziale.

 

3°livello:
Il sottocute è intasato al punto da risultare indurito (fibrosi); le caviglie sono gonfie al punto da assumere il medesimo diametro dei polpacci o coscia.

 

Una grave complicanza del linfedema, quanto viene trascurato, può essere un'infezione del sottocute chiamata erisipela, caratterizzata da bruciore, prurito, gonfiore e febbre, che viene facilmente confusa, quando il paziente è esaminato da una persona non esperta, con la flebite.

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