consigli

consigli

Qui di seguito consiglierò in modo molto semplice e pratico come trattare la malattia venosa, sfatando, ad esempio, il falso mito delle "calze riposanti". Esporrò inoltre che: oltre alla Medicina tradizionale si ottengono ottimi risultati attraverso l'Omeopatia e l'Omotossicologia.

 

 

 

 

 


Il trattamento della malattia venosa dipende del suo stadio evolutivo e può essere: medico o chirurgico.


Il trattamento medico si svolge su tre fronti:

- l’igiene venosa;

- farmaci;

- la contenzione.

Igiene venosa

igiene venosa

In primis, sorvegliare l’alimentazione, evitando il sovrappeso, privilegiando
le fibre (per contrastare la stipsi) ed alimentandosi con un alto contenuto di vitamina E (pesce);

Contrastare la forza di gravità;

Sopraelevare la pediera del letto (almeno da 8 a 10cm); sollevare le gambe nella giornata, quando è possibile (tv, lettura);

Praticare lunghe camminate, andare in bicicletta senza sforzare, nuotare…

Evitare le fonti di calore eccessivo (bagni caldi, saune, hammam, cerette a caldo, riscaldamento in macchina, sole nelle ore più calde...);

Evitare l'immobilità prolungata (soprattutto per chi lavora alla scrivania);

Evitare abiti o pantaloni stretti;

Evitare l'attivita sportiva agonistica e gli sports nei quali si producono contrazioni violente delle suola plantare o del polpaccio (tennis, basket, squash…).

farmaci

aiuti farmacologici

La farmacologia tradizionale, offre una vasta gamma di prodotti flebotonici elinfotonici drenanti.

L’accoppiamento di alcuni prodotti tra loro, permette un' azione sinergica molto efficace sulla malattia linfovenosa, determinando un netto miglioramento dei sintomi.

L’utilizzo dell'omeopatia e dell'omotossicologia (purtroppo non ancora molto conosciuta e quindi, diffusa in Italia), permette senza dubbio un netto miglioramento del quadro patologico.

Inoltre, la sua azione soft ma protratta e l’assenza di effetti collaterali, aiutano ad instaurare un trattamento su qualsiasi tipo di paziente (persone tendenzialmente allergiche, gastritiche, epatosensibili….).

la contenzione

contenzione

L’uso di calze per varici è fondamentale nella malattia venosa soprattutto per chi è affetto/a da un’ insufficienza venosa lieve, ma svolge un attività che prevede un costante stazionamento eretto (parrucchieri, commercianti, receptionist, vigili, hostess…).

Si consiglia quindi di utilizzare le calze riposanti, solamente durante la giornata lavorativa.

Il concetto che tali calze, debbano essere infilate al mattino (gambe in su), riguarda solo le calze terapeutiche (non quelle riposanti).

Per gli uomini, o per le donne che non amano o non sopportano il collant sotto i pantaloni, esistono i gambaletti;

Ed esistono oramai anche le autoreggenti riposanti.

Dobbiamo differenziare i tutori elasticizzati in due categorie:

Quelli preventivi e quelli terapeutici.

La prima categoria: “calze preventive” è indirizzata a pazienti con lievi
disturbi d’insufficienza venosa, come: pesantezza, bruciore, gonfiore o prurito agli arti inferiori.

Dette calze, avendo livelli di pressione piuttosto lievi, non prevengono l’evoluzione varicosa (per avere un effetto maggiore, bisognerebbe utilizzare le calze da 140 denari, piuttosto pesanti per un utilizzo quotidiano, soprattutto in estate).

La seconda categoria ”calze terapeutiche” è divisa in 4 classi, tutte superiori a 18 mmhg: sono curative, poiché adattate (su prescrizione dello specialista), in funzione del grado di gravità della malattia venosa.

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